Il Diario di Bordo di DiscoverEu Inclusion
Dal 30 agosto al 13 settembre 2025, cinque ragazzi neo diciottenni, della Costiera amalfitana e del Cilento, hanno potuto vivere un’esperienza unica grazie al progetto “DiscoverEU Inclusion“, organizzato dal Club per l’Unesco di Amalfi e promosso nell’ambito di Erasmus+, con il supporto dell’Agenzia italiana per la Gioventù.
Durante le due settimane di viaggio, i partecipanti ogni giorno hanno scritto un personale “Diario di bordo”. Ecco parte dell’esperienza di Andrea, Giusy Silvia, Gaetano, Lucia e Nicola vissuta e scritta durante il viaggio.
30 agosto: la partenza per l’isola di Minorca
Oggi, sabato 30 agosto è iniziato il viaggio nato dal progetto Erasmus+ DiscoverEu. All’inizio ero ancora un po’ scettico e nervoso all’idea di intraprendere un viaggio del genere, ma l’incontro all’aeroporto di Napoli con tutti e cinque i partecipanti (io, Gaetano Dell’isola, Nicola Pisaniello, Lucia Giordano e Giusy Silvia Oliva) più le accompagnatrici Olimpia Gargano e Maria Rosaria Sannino mi ha fatto entrare di più nell’ottica di importanza di questo viaggio, per cui ho iniziato ad affrontare la giornata con più tranquillità e godendomi tutti i panorami che il viaggio verso Minorca aveva da offrire. Entrati in aeroporto abbiamo mostrato i biglietti per poi andare al gate di imbarco, ma li è sorto un problema con il biglietto che era stato stampato sfocato, per cui non veniva riconosciuto e Maria Rosaria mi ha aiutato a risolvere il problema mostrandolo per me. Una volta in attesa del gate abbiamo fatto un piccolo briefing sull’organizzazione degli spostamenti a Minorca, in cui il ruolo di “guida” era affidato a Gaetano Dell’isola, e abbiamo chiarito un po’ tutti i compiti che ognuno di noi andava a ricoprire ; abbiamo approfittato anche per fare la lista della spesa per la cena e poi siamo saliti sull’aereo. Aver preso l’aereo è stata una grande emozione nonostante ne avessi già preso qualcun altro in passato e abbiamo approfittato per fare tante foto in volo sopra le nuvole e la terraferma! Atterrati a Minorca abbiamo preso uno dei due bus che ci avrebbe portato al nostro alloggio a Cala en Porter, poi arrivati con il primo bus a Mahon abbiamo aspettato il secondo alla stazione dei bus, che era davvero pulita ordinata e ben organizzata rispetto a quelle a cui eravamo abituati; da qui abbiamo preso un bus da cinque fermate che ci portava diretti a Cala en Porter, dove Gaetano ci ha guidato alla reception del nostro alloggio dove Silvia, che qui era incaricata di fare il check-in, ha sbrigato la faccenda check-in e siamo andati in camera a posare le valigie e a organizzarci per fare la spesa che abbiamo fatto tutti e cinque i partecipanti assieme. Ritornati dal market abbiamo sistemato la spesa e chiesto alla reception informazioni sulla raccolta differenziata, per poi andare alla spiaggia Cala en Porter, dove io Gaetano e Nicola abbiamo fatto un bagno davvero fantastico per via sia dell’ora che del posto (eravamo in un angolo di paradiso a fare una nuotata alle otto e mezza di sera) per poi andare alla scoperta del posto imboccando una via diversa da quella presa in precedenza per arrivare in spiaggia, e siamo arrivati al punto in cui il bus ci aveva lasciati poche ore prima. Poi siamo entrati in stanza e abbiamo cenato e abbiamo parlato della logistica del giorno 31 Agosto. È stata una giornata un po’ stancante, ma sicuramente molto emozionante! (Andrea Amato)
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31 agosto: secondo giorno a Minorca

Secondo giorno a Minorca – insieme ai miei compagni di viaggio: Andrea, Silvia, Gaetano, Nicola e le due accompagnatrici, Maria Rosaria Sannino e Olimpia Gargano. La giornata è iniziata con una colazione abbondante nel nostro resort, diversa dal solito per la maggior parte di noi: includeva infatti anche cibi salati, perfetti per affrontare al meglio la giornata. Dopo esserci preparati nel nostro appartamento, abbiamo dovuto stravolgere i nostri piani a causa di un imprevisto, come accade spesso in ogni viaggio che si rispetti: inizialmente volevamo raggiungere Ciutadella con l’autobus locale, ma a causa della riduzione dei mezzi nei giorni festivi e la domenica, abbiamo deciso di visitare più approfonditamente Mahón, la città principale dell’isola, sfruttando il servizio taxi disponibile. Una volta arrivati, ci siamo subito messi alla scoperta del centro, visitando alcune delle chiese principali e il municipio, ammirandone la bellezza. Accanto a una delle chiese si trova il “Museu de Menorca“, che abbiamo deciso di visitare. Il museo si sviluppa su tre livelli: piano terra: dedicato all’arte musicale dell’isola, semplice ma profondamente significativa. La sala che mi ha colpito di più, conteneva un antico grammofono, accompagnato da cuffie attraverso cui si poteva ascoltare la melodia originale prodotta dallo strumento. Primo piano: quello che a me è piaciuto di più, dedicato alla Minorca preistorica (o “talaiotica“). Qui erano esposti reperti legati ai rituali di sepoltura, antichi ornamenti femminili, monete e utensili che raccontavano la vita quotidiana di quell’epoca. Secondo piano: illustrava la Minorca all’epoca della conquista cristiana. In esposizione c’erano abiti dell’epoca e strumenti legati alla pesca, attività fondamentale per vivere al tempo. In una delle stanze era esposta anche una barca.Terminata la visita, ci siamo diretti verso il porto di Mahón e successivamente abbiamo fatto un giro tra i mercatini locali, dove si vendevano soprattutto le tradizionali “Avarcas“, tipiche calzature minorchine. Dopo questa breve escursione, ci siamo fermati al supermercato per acquistare alcuni prodotti locali. Tornati in resort, ci siamo concessi un po’ di meritato relax. Qui, io e una delle mie compagne di viaggio, Silvia, abbiamo deciso di visitare una delle spiagge di Minorca. Nonostante la lunga scalinata per raggiungerla, ne è valsa assolutamente la pena: sono rimasta incantata dalla sua bellezza anche se l’acqua, non era limpidissima a causa dell’affluenza domenicale, conservava comunque un fascino unico quasi paradisiaco. Più tardi, ci siamo rilassati ancora un po’ nella piscina del resort. Infine al termine di questa imprevedibile ma splendida giornata, abbiamo cucinato e cenato tutti insieme con i prodotti locali acquistati durante il giorno. (Lucia Giordano)
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1 settembre – terzo giorno a Minorca

La giornata è iniziata presto con una colazione abbondante, per darci la giusta carica in vista di un programma intenso ma entusiasmante. Spoiler alert: ci attendeva un connubio perfetto tra la cultura talaiotica e la natura della riserva protetta minorchina.
Il programma di oggi prevedeva la visita alla Riserva MAB di Minorca, presso il Parc Natural de s’Albufera des Grau, dove siamo stati accolti e accompagnati dal direttore della riserva e dal responsabile della comunicazione. Prima di raggiungere l’Albufera, però, abbiamo avuto la possibilità, grazie a loro, di fermarci in ben due siti talaiotici. Il primo è stato il Santuaris de So na Caçana, si tratta un insediamento talaiotico che ospita il talayot, tipica struttura simbolo dell’antico periodo talaiotico. Secondo diverse ipotesi, i talayot potevano avere funzione di edifici pubblici o torri di avvistamento, ma trattandosi un’epoca così lontana, le interpretazioni sono numerose. Il secondo sito visitato è stato Torralba d’en Salort, famoso soprattutto per la sua taula, un monumento megalitico formato da un grande blocco di pietra verticale sormontato da un altro orizzontale, che ricorda lettera “T”. Un dettaglio interessante che il direttore della Riserva MAB Unesco ci ha raccontato riguarda il ritrovamento di un piccolo toro di bronzo, oggi conservato al Museo di Minorca a Maó (che avevamo visitato domenica 31). Questo reperto sembra confermare la funzione religiosa e cerimoniale della taula, oltre a farci sapere dei contatti con altre culture mediterranee, come quella egizia. Poi oltre alla taula, il sito ospita anche due “ipogues“, tombe scavate nella roccia che venivano utilizzate per le sepolture. Terminata la visita, ci siamo diretti al Parc Natural de s’Albufera des Grau, per immergerci nella natura. Durante la passeggiata, circondati da un paesaggio straordinario, il direttore, David, ci ha spiegato l’organizzazione della Riserva MAB e i diversi ruoli, fondamentali per preservare la biosfera. Si tratta di un’amministrazione basata su piani quinquennali: quello attuale, infatti, è ormai prossimo alla conclusione. I responsabili si incontrano circa una volta al mese per aggiornarsi sulle azioni da intraprendere e sulle priorità. David poi ci ha parlato anche delle difficoltà connesse alla salvaguardia di un luogo così prezioso, tra cui il turismo illegale, la gestione dei rifiuti e le problematiche legate al riciclo. Nel frattempo abbiamo raggiunto ben due punti paronamici, da dove si ammirava l’Albufera che come ci hanno spiegato è una grande “laguna” di acqua sia salata che dolce. Conclusasi la visita, siamo stati accompagnati alla stazione degli autobus a Maó, e poi abbiamo raggiunto la splendida città di Ciutadella, l’antica capitale di Minorca. Qui, durante il tempo libero, abbiamo visitato il centro storico, tra cui la Cattedrale e Plaça de Born con il celebre Obelisco di Ciutadella. Successivamente, per avere una panoramica migliore del porto, siamo saliti al Mirador des Bastiò de Governador. Dopodiché siamo tornati al punto di incontro stabilito e siamo rientrati a Cala en Porter.
In conclusione le opportunità che abbiamo ricevuto durante questa giornata sono state preziosissime: poter accedere a un luogo naturale così protetto come la riserva e i luoghi ricchi di storia come i siti talaiotici ci hanno davvero permesso di comprendere ancora meglio il valore culturale e naturale dell’isola, Riserva Mab Unesco. (Giusy Silvia Oliva)
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2 Settembre – quarto giorno di viaggio: Barcellona
Stamattina abbiamo preso l’aereo da Minorca, direzione Barcellona. Volo veloce, tutto liscio. Appena arrivati, ci siamo spostati con il treno e poi con la metro fino ad arrivare a Horta, un quartiere tranquillo un po’ fuori dal centro. Ci siamo sistemati in casa, ci siamo riposati un attimo (giusto il tempo di riprendere fiato) e poi siamo usciti dirigendoci subito verso un centro di accoglienza giovanile, molto attivi in Spagna: i centri Joves Barcelona. Qui abbiamo visitato la struttura e ci hanno spiegato le attività che si fanno in favore dei giovani grazie anche ai progetti Erasmus, e attività di volontariato per il quartiere. Qui i nostri coetanei trovano spazi per imparare lingue straniere, fare ricerche di lavoro, trovare opportunità. Siamo rimasti molto colpiti da questa realtà. Subito dopo, prendendo la Metro, ecco che siamo arrivati alla Sagrada Familia, che tutto il gruppo desiderava vedere. Che dire… dal vivo fa proprio un altro effetto. È enorme, piena di dettagli ovunque, sembra uscita da un sogno un po’ folle. Dopo, ci siamo messi a camminare lungo la Rambla super viva, piena di gente, colori, musica. Lì siamo passati davanti a Casa Batlló, un’altra delle meraviglie di Gaudí. Anche quella, assurda: tutta curva, colorata, quasi sembra muoversi. Camminando ancora, abbiamo trovato per caso un rifugio climatico, tipo una zona fresca e tranquilla nel mezzo del casino della città. Una pausa ci stava tutta. Poi, proprio mentre stavamo girando, ci siamo imbattuti in una protesta per la Palestina. C’era un bel gruppo di persone con cartelli, bandiere, cori… È stato un momento tosto, ci siamo fermati a guardare un po’ e a riflettere. È stato forte, sincero. Abbiamo preso qualche cosetta da mangiare e poi ci siamo seduti in un ristorante all’aperto. Atmosfera rilassata, bella serata. Io ho preso una salsiccia tipica catalana super buona, saporita, con quel gusto deciso che ti fa dire: “ok, ne valeva la pena”. In generale, ho conosciuto Barcellona camminando, senza troppo programma, seguendo la curiosità. Ed è proprio così che me la sono goduta di più. La città mi è piaciuta un sacco: è viva, piena di energia, con angoli che ti sorprendono quando meno. (Nicola Pisaniello).
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3 Settembre – quinto giorno di viaggio: Girona

Stamattina abbiamo preso la metropolitana dal quartiere storico di Barcellona Horta per arrivare alla stazione di Barcellona Sants. Lí abbiamo attivato il pass sull’app ufficiale di DISCOVEREU e fatto il controllo valigie e biglietti per il treno delle 10:54. Arriva il treno e saliamo, viaggio tranquillo tra chi a leggere un libro oppure per riposare gli occhi, in mezz’ora arriviamo alla stazione di Girona. Il map-manager del giorno ci guida verso l’appartamento dove avremo alloggiato la notte, posiamo le valigie e i bagagli nell’appartamento ancora non pronto del tutto e decidiamo di iniziare ad esplorare Girona. Partiamo tornando nella zona nei dintorni della stazione per allungarci poi in direzione del centro storico dove facciamo una sosta nel mercato comunale che vendono prodotti tipici, ne approfittiamo per mangiare qualcosina. Si fanno le 14:30, e da lí decidiamo di dividerci: I nostri accompagnatori Maria Rosaria e Olimpia sono tornati all’appartamento per ritirare le chiavi con appuntamento alle 15 con il proprietario e noi ragazzi iniziavamo a visitare più nel profondo la città. Come prima tappa decidiamo di percorrere la Rambla della Libertad visitando alcuni negozietti di souvenir che ci incuriosivano e poi ci siamo un poco prima di arrivare alla Cattedrale di Santa Maria a prendere un gelato. Arrivati alla Cattedrale l’ammiriamo dall’esterno nei dettagli della facciata e saliamo fino all’ultimo scalino per vederla da più vicino e per vedere la piazza dall’alto. Da lì ci spostiamo verso il museo di storia di Girona con entrata per studenti a 2€ dove abbiamo conosciuto molti riti e modi di vivere che usavano quotidianamente all’epoca gli ebrei di Girona. Successivamente ci spostiamo verso la Basilica de Sant Feliu a pochi passi dalla cattedrale, purtroppo chiusa ma molto interessante e particolare il dualismo di una torre più alta e imponente con maggiori dettagli a sinistra e invece a destra una più bassa e meno dettagliata. Poi da lì decidiamo di incamminarci in salita tra i vari vicoli antichi di Girona verso l’Universitá antica di Girona, tra le più antiche d’Europa fondata nel 1446, quando Alfonso il Magnanimo, re d’Aragona, concesse alla città il privilegio di istituire uno Studium Generale, università che offriva corsi di arti, medicina, filosofia, diritto e teologia. L’università rimase attiva per circa tre secoli, ma nel 1717 venne chiusa dai decreti di Nueva Planta di Filippo V, che centralizzarono gli studi universitari in Catalogna trasferendoli a Cervera. Poi da lì raggiungiamo di nuovo i nostri accompagnatori al Pont de les Peixateries Velles, ponte che rende una buona vista sull’Onyar (uno dei 4 fiumi che attraversano Girona) e sulle case colorate della Rambla de la Llibertat e della Via de la Argenteria che si stagliano sopra sul fiume e sullo sfondo la Cattedrale di Girona e la Chiesa di San Félix. Al rincontro facciamo un po’ di sosta e decidiamo cosa prendere da mangiare e bere per la sera e il giorno dopo per il lungo tragitto in treno. Facciamo la spesa e ritorniamo in appartamento. Cuciniamo, mangiamo, e facciamo il “cerchio di condivisione” parlando su come sta procedendo il viaggio. Ci diamo una sveglia per il giorno successivo e ci prepariamo per andare a dormire. (Gaetano Dell’Isola)
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4 settembre – sesto giorno di viaggio: Parigi

La giornata di oggi è iniziata con un lungo viaggio in treno, in modo ecosostenibile, come previsto dal nostro progetto DiscoverEu Inclusion, per raggiungere Parigi. Siamo partiti dalla Spagna, precisamente da Girona, e durante il tragitto abbiamo attraversato diverse località, tra cui Perpignan – qui c’è stato il controllo passaporti – poi Narbonne e Montpellier Saint-Roch. Dopo sei ore circa di viaggio siamo finalmente arrivati a Parigi, dove abbiamo preso la metropolitana per poi raggiungere la nostra destinazione: l’Ibis Hotel Porte de Vincennes. Una volta assegnate le camere, ci siamo concessi un’ora di meritato relax, per poi uscire alla scoperta del centro città. Abbiamo iniziato la nostra esplorazione di Parigi fermandoci prima in un parco, per poi dirigerci verso Place de la Bastille, che personalmente ho trovato incantevole. Dopo una piacevole passeggiata, abbiamo iniziato a cercare un posto dove cenare, e alla fine ci siamo fermati in un ristorante dove serviva principalmente il cous cous. La maggior parte di noi ha ordinato proprio il cous cous, servito in vari gusti. I camerieri ci hanno portato un grande piatto di cous cous da condividere, accompagnato da un vassoio di carni miste, che ognuno aveva scelto in abbinamento, e una brocca di brodo con verdure: cipolle, zucchine, carote, patate e ceci. Il tutto era arricchito da una salsa piccante, servita a parte. Terminata la cena, ci siamo incamminati verso la linea 1 della metropolitana e siamo rientrati ognuno nelle proprie camere, pronti per affrontare le nuove scoperte che ci attendono nei prossimi giorni. (Lucia Giordano)
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5 Settembre – settimo giorno di viaggio: Parigi

Oggi è stato il secondo giorno della tappa a Parigi del viaggio DiscoverEu Inclusion ed è stata una giornata pienissima di emozione per me. Questa mattina avevamo una prenotazione per una visita alle 10:15 alla sede UNESCO situata proprio vicino ai punti nevralgici di Parigi, e questa visita è stata possibile grazie all’organizzazione del Club per l’Unesco di Amalfi, che preso contatti con la sede ha avuto modo di interloquire con Sara Guerreiro, una ragazza genovese che si trova a Parigi ormai da 10 anni e che lavora nella sede UNESCO. E’ stata lei a guidarci personalmente, cosa che succede solo con capi di stato e altri ranghi e solo raramente a gruppi di persone. La visita alla sede ci ha aiutati ad entrare appieno nel funzionamento dell’ organizzazione internazionale e ci ha fatto capire al meglio ciò che c’è dietro e ciò che riguarda gli obiettivi da realizzare, ma soprattutto la storia della costruzione della sede francese dell’UNESCO e della storia degli artisti che l’hanno resa ciò che è oggi, tra cui Picasso e molti altri artisti contemporanei. La visita è stata un’alternarsi di spazi aperti e spazi chiusi che racchiudevano tutta l’essenza della storia di pace che spesso si fatica ad ottenere. Una volta finita la visita alla sede abbiamo avuto modo di vedere da vicino la torre Eiffel e le altre costruzioni impossibili da non visitare, e avendo il pomeriggio libero siamo anche saliti sulla torre Eiffel godendo della vista di Parigi dall’alto. Poi la giornata si è conclusa al ponte Alessandro lll, dove abbiamo trovato un locale in cui fermarci a cenare per poi tornare in hotel in treno, e abbiamo approfittato per vedere la torre Eiffel di notte e l’arco de Triomphe, che per motivi di tempo non avevamo ancora visitato. (Andrea Amato)
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6 settembre – ottavo giorno di viaggio e terzo a Parigi
Dopo la bellissima visita di ieri alla sede UNESCO e la piacevole serata trascorsa sugli Champs-Elysées, quest’oggi ci siamo recati al Museè du Louvre, un’altra delle attrazioni più famose e entusiasmanti di Parigi, che ci ha permesso di immergerci nella cultura dell’ Europa e del mondo, e soprattutto nel nostro passato. Abbiamo visitato diverse sezioni, quella egizia, passando attraverso tradizioni funebri, religiose, oggetti quotidiani e monumenti imponenti; quella greca antica, un connubio di raffinatezza e perfezione; quella italiana pregna dell’influenza cristiana e infine la sezione francese, quella che mi è piaciuta di più, di una bellezza ribelle e che osa, ma che allo stesso tempo presenta molti elementi artistici tradizionali. Abbiamo visitato poi anche la sfarzosissima Gallerie de Napoleon III, in pieno stile barocco. Usciti dal museo, abbiamo fatto alcune compere presso i negozi dedicati ai suvenirs, per poi dirigerci verso la Cathedrale de Notre-Dame de Paris, un altro degli emblemi di Parigi. Pensavo che la struttura sarebbe stata la cosa che mi avrebbe colpito di più, invece sono state proprio il suono delle “cloches” ad avermi rapito totalmente. Mi hanno portato direttamente nel romanzo dello scrittore francese romantico Victor Hugo, intitolato proprio come la cattedrale. In esso la cattedrale non funge soltanto da background per la storia, ma è un riflesso dei sentimenti e delle sensazioni dei personaggi. Dopo la visita alla cattedrale, ci siamo recati a Plaçe de Ville, accanto all’Hotel de Ville, che di recente è stata rinnovata dal grigio al verde, poiché sono stati inseriti numerosi arbusti, una scelta che trovo assolutamente in linea con la rigenerazione urbana, della difesa della biodiversità e della vivibilità. Una scelta che credo possa e debba essere replicata in molti altri spazi, anche dei nostri territori. A breve distanza dal parco c’era la fermata della metro, e cosi abbiamo fatto ritorno all’hotel, per poi cenare al ristorante Ligny, un ristorante francese che si trovava nei pressi del nostro alloggio. (Giusy Silvia Oliva)
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7 settembre – nono giorno di viaggio: Bruxelles

Siamo partiti da Parigi in treno direzione Bruxelles. Durante il viaggio mi sono accorto di quanto verde ci fosse fuori dal finestrino: prati, alberi, campi… sembrava tutto super tranquillo, molto diverso dal caos di Parigi. Era davvero bello da guardare, mi ha rilassato un sacco. Appena arrivati a Bruxelles, siamo andati subito all’ostello per lasciare le valigie, e da lì, sempre in treno, ci siamo messi in cammino verso l’università più antica d’Europa, LOVANIO, che quest’anno (anno 2025) ha compiuto ben 600 anni. A farci da guida c’era una signora molto gentile, che ci ha spiegato un sacco di cose interessanti mentre camminavamo tra i vari edifici. Abbiamo visto diversi collège, tutti con uno stile diverso, ma uno in particolare mi è piaciuto tantissimo: si chiama Van Dale Collège. Aveva un’atmosfera davvero speciale, sembrava quasi di essere in un altro tempo. Dopo la visita, eravamo affamati e stanchi. Ritornati a Bruxelles, quindi abbiamo deciso di andare a mangiare in uno street food vicino all’ostello. (Nicola Pisaniello)
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8 settembre – decimo giorno di viaggio: Bruxelles
Oggi è stata una giornata piena e davvero interessante. Alle 15 siamo stati all’emiciclo del Parlamento Europeo: entrare lì mi ha emozionato, perché è il cuore delle decisioni politiche che riguardano tutti noi. Seduto sulle tribune, guardo l’aula semicircolare e immagino i dibattiti, le votazioni, le voci di tanti deputati che rappresentano l’Europa intera. Alle 16 andiamo al Parlamentarium. È strutturato in modo moderno e interattivo: grandi mappe luminose, schermi multimediali, postazioni dove ascoltare storie e testimonianze. Mi colpisce come riesca a spiegare in modo chiaro e coinvolgente la storia e il funzionamento dell’Unione Europea. Mi sento parte di un percorso comune che va oltre i confini di ogni singolo Paese. Dopo la visita ci spostiamo verso il centro di Bruxelles. Passeggiamo tra le vie animate, tra palazzi eleganti, botteghe e cioccolaterie che profumano di dolce. L’atmosfera è viva, e ogni angolo sembra raccontare un pezzo della città. Per cena ci fermiamo vicino alla Grand Place. Assaggiamo due piatti tipici: la carbonade, uno stufato di manzo cotto nella birra, e le moules et frites, cozze servite con le immancabili patatine fritte. I sapori sono intensi, autentici, e gustarli in quel contesto rende l’esperienza ancora più speciale. Dopo mangiato facciamo un ultimo giro per il centro. Naturalmente non può mancare la visita al Manneken Pis, la famosa statua del bambino che fa pipì, simbolo di Bruxelles. È piccola ma divertente, e vederla dal vivo strappa un sorriso. Verso le 22 torniamo in ostello, stanchi ma felici di una giornata ricca di scoperte, che resterà sicuramente impressa nella memoria. (Gaetano Dell’Isola)
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9 Settembre – undicesimo giorno di viaggio: Strasburgo

Oggi abbiamo cambiato nuovamente città, arrivando alla penultima del nostro viaggio: Strasburgo. La giornata è iniziata a Bruxelles, là dove siamo partiti in treno. Prima di raggiungere la stazione, ci siamo fermati a comprare qualcosa da mangiare, visto che ci attendeva un tragitto piuttosto lungo in treno. Il primo treno ci ha portati fino a Marne-la-Vallée – Chessy, dove era previsto un cambio. Lì abbiamo vissuto un piccolo momento di tensione: il treno da Bruxelles è arrivato con cinque minuti di ritardo, costringendoci a una vera e propria corsa per non perdere la coincidenza per Strasburgo. Fortunatamente ce l’abbiamo fatta. Una volta arrivati a destinazione, ci siamo diretti subito verso la metropolitana per raggiungere il nostro alloggio, un appartamento. Durante il tragitto, abbiamo potuto intravedere un primo scorcio della città, che mi ha colpito positivamente fin da subito: ordinata, curata e molto accogliente. Arrivati in appartamento, ci siamo presi un momento di meritato riposo. Più tardi siamo usciti per fare la spesa, abbiamo cucinato e cenato tutti insieme, concludendo così un’altra giornata del nostro viaggio. (Lucia Giordano)
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10 Settembre: dodicesimo giorno di viaggio e secondo giorno a Strasburgo

Oggi abbiamo visitato il centro di Strasburgo, ricco di monumenti imponenti e locali dalla costruzione tipica bavarese. Circa alle 15:30 ci siamo dati appuntamento all’entrata del Parlamento di Strasburgo per la visita che era programmata per le 16:00 e nella breve attesa abbiamo chiesto ad una visitatrice, che più tardi avremmo visto al Parlamento, di scattare una fotografia a tutto il gruppo Discover.eu. Abbiamo fatto i controlli di sicurezza prima di entrare al Parlamento, poi abbiamo riposto i nostri zaini e borse e siamo ufficialmente entrati nella struttura che ospitava il Parlamento e il Parlamentarium di Strasburgo, una struttura a cui è stato aggiunto un tocco di verde con delle piante rampicanti di diversa specie e provenienza; abbiamo scannerizzato i documenti per avere il pass visitatore e abbiamo ricevuto un braccialetto arancione con il logo del Parlamento Europeo e poi siamo stati gentilmente accompagnati sugli spalti superiori del Parlamento, dove normalmente siedono gli spettatori e i visitatori, per assistere ad una vera seduta plenaria! La nostra visita è durata quasi due ore, passate abbastanza velocemente, in cui sono stati affrontati tre punti importantissimi: applicazione dell’accordo commerciale UE-Stati Uniti e prospettive di accordi commerciali dell’UE più ampi. Decisione ingiustificata della Cina di imporre dazi sulle importazioni di prodotti a base di carne suina provenienti dall’UE e necessità di sostenere gli agricoltori e i lavoratori europei. Presentazione da parte del Consiglio della sua posizione sul progetto di bilancio generale – esercizio 2026. Sono stati tre punti ricchi di spiegazioni e interventi da componenti di diversi partiti, e abbiamo ascoltato anche un intervento fatto dal politico italiano Stefano Bonaccini; gli interventi duravano tutti un minuto, tranne per i cinque minuti che erano concessi all’oratore per esprimere le sue opinioni. Tra il secondo e il terzo punto è intervenuta la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, per annunciare l’aggiunta di un nuovo punto alla Plenaria di domani mattina, e questo per via del periodo delicato che l’Europa sta attraversando tra dazi, accise e dichiarazioni di guerra più o meno palesi. In realtà in un primo momento l’orario per la seduta plenaria era fissato alle 09:00, ma per la delicatezza della situazione è stato posticipato alle 16:00 così da non rischiare rivolte in Parlamento date dalla tensione e dall’astio che molti cittadini Europei provano verso Ursula Von Der Leyen in primis e verso molti altri poi. Dopo abbiamo fatto la spesa per la partenza, poi siamo usciti a mangiare e abbiamo provato un piatto tipico dell’Alsazia, le Tartes Flambeès, simile alla pizza ma più sottile e farcita con formaggio pancetta e cipolle di base con aggiunta di ingredienti come i funghi champignon, miele, ed emmental. Poi siamo tornati in appartamento e abbiamo fatto un “cerchio di condivisione” in cui ci è stato spiegato ciò che consisteva il post-viaggio, con incontri in cui spiegare di persona cosa è stato per noi l’esperienza DiscoverEu e fare da ambasciatori per il progetto. (Andrea Amato)
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11 Settembre – tredicesimo giorno di viaggio e primo giorno a Freiburg
Siamo partiti da Strasburgo alle 10:52, attivando i nostri pass Interrail prima della partenza. Dopo una prima sosta a Offenburg, siamo giunti alla stazione di Freiburg, dove ad accoglierci c’era Giuliana: come noi porta nel cuore le origini della Costiera amalfitana, ma da tempo ha trovato in Germania un altro luogo a cui sentirsi legata. Grazie a lei siamo arrivati all’alloggio, e durante il tragitto ci ha raccontato vari aspetti della vita a Freiburg e del suo lavoro con l’ASF, la società che si occupa della pulizia urbana a Freiburg. Ci ha parlato delle difficoltà economiche che la città e i suoi abitanti stanno affrontando a partire dalla guerra in Ucraina, ma anche della serenità che qui si respira: una pace particolare, resa ancora più preziosa dal verde delle montagne che circondano la città. Arrivati in Hotel, ci siamo ricaricati, pronti per partire verso il centro di Freiburg, che abbiamo raggiunto con il tram e l’autobus. Qui abbiamo visitato la cattedrale e fatto un giro per i negozi vicino al centro. Dopo abbiamo cenato con Giuliana da Martin’s Brau, un ristorante di cucina tedesca, mangiando schnitzel, crauti e bratwurst, alcuni piatti tipici. Finita la serata, abbiamo girato alcuni video per il progetto e poi abbiamo fatto ritorno all’hotel. (Giusy Silvia Oliva)
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12 Settembre: quattordicesimo giorno di viaggio e secondo e ultimo giorno a Freiburg
Oggi è stato l’ultimo giorno prima della partenza di domani per il ritorno in Italia, e abbiamo approfittato della mattinata per unirci in un unico gruppo di lavoro per creare un video dove rivelare le tappe che hanno colpito di più ognuno di noi e le novità che ognuno di noi porterà come ricordo del progetto DiscoverEu. La mattinata è stata dedicata interamente alla produzione del video con tanto di presentazione e foto della tappa preferita, poi dopo averlo finito ci siamo diretti tramite tram e bus verso il quartiere Vauban; questo quartiere di Freiburg è conosciuto in tutto il mondo per essere un eccezionale esempio di green city, ed effettivamente questo quartiere è caratterizzato dalla presenza di verde in ogni angolo e sulle pareti di ogni abitazioni, di pannelli fotovoltaici in ogni punto esposto alla luce del sole ma soprattutto per la quasi totale assenza di automobili! Infatti in questo quartiere ci si muove solo in bicicletta e a piedi, e le macchine vengono parcheggiate in parcheggi marginali alla green city. Esplorando la zona abbiamo notato che ci sono moltissimi sentieri per trekking, in bicicletta o per passeggiate tranquille nella natura. L’unico mezzo di trasporto che può entrare nel quartiere è il tram, da cui parte e arriva. Più tardi siamo tornati in centro per visitare le ultime cose prima di cenare in un ristorante che presentava molte piante e che nonostante coperto, sembrava essere all’aria aperta. Siamo tornati verso l’albergo in cui alloggiamo, dove ci siamo presi un momento per condividere emozioni ed impressioni complessive sul viaggio che ormai volge al termine, ma sempre ricordando che il progetto non finisce ancora: a finire è solo il viaggio! (Andrea Amato)
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13 settembre – quindicesimo giorno di viaggio: si ritorna in Costiera
La sveglia è suonata presto, alle 6:00. Ancora un po’ assonnati abbiamo raccolto le ultime cose, e alle 6:45 siamo usciti dall’albergo. Ad accompagnarci fino alla stazione c’era Giuliana, la nostra amica che vive a Frieburg da diversi anni: è stato bello condividere anche questo ultimo tratto con lei. In stazione abbiamo preso il primo treno, Freiburg–Zurigo, attivando il nostro pass DiscoverEU. Viaggiare con quel pass dà davvero una sensazione di libertà. Alle 10 eravamo già a Zurigo, e poco dopo, alle 10:30, siamo saliti sul secondo treno diretto a Milano Centrale. Durante il viaggio la maggior parte di noi ha approfittato per mangiare i panini preparati la mattina stessa: una piccola pausa che ci ha fatto sentire più leggeri. Purtroppo non è andato tutto liscio: il treno ha accumulato circa un’ora di ritardo, e questo ci ha fatto perdere la coincidenza per Salerno delle 14:30. Quando siamo arrivati a Milano Centrale, erano già le 14:45. Per fortuna, con un po’ di pazienza, siamo riusciti a trovare un treno con posti liberi in partenza alle 16:10. Ci siamo sistemati e, tra chiacchiere e momenti di riposo, il lungo viaggio verso casa è ripreso. Finalmente, alle 22:20, siamo arrivati a Salerno. Stanchi ma soddisfatti, con la sensazione di aver concluso un’esperienza intensa e ricca di ricordi da portare con noi. (Gaetano Dell’Isola)














